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Nell’arco di una giornata c’è sempre (o ci dovrebbe essere) un momento in cui possiamo dedicare qualche minuto a noi stessi, per rilassarci, divertirci e ricaricare le batterie. I romanzi che compongono la trilogia delle avventure di Remo Pancaldi rispondono a questa esigenza; si tratta di tre romanzi gialli di scorrevole lettura, che hanno per protagonista uno squattrinato investigatore alle prime armi, ritratto con ironia dalla sua creatrice, il quale suo malgrado diventa il protagonista di storie intricate che, indagine dopo indagine, lo condurranno verso il mondo del plein air, a bordo del “suo” camper.
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Professione cadavere(14,00 euro - 208 pagine - ISBN: 978-88-97988-28-1)
Un cadavere che appare e scompare misteriosamente, un giovane investigatore privato, Remo Pancaldi, squattrinato e al suo primo caso, intento a scoprire se la salma esiste veramente; una giovane agente di Polizia coinvolta, suo malgrado, in un caso che si rivela subito complicatissimo; lo spettro dell’AIDS che emerge come bandolo di una matassa di giochi cinici e drammatici. Un colpo di scena dopo l’altro porterà il novizio Remo Pancaldi a risolvere, con testardaggine e un bel po’ di fortuna, il caso più strabiliante dell’anno, con un finale a sorpresa. Un libro avvincente e al tempo stesso drammatico e brillante, nel quale con sagacia e un pizzico di humor si leva il sipario su una delle guerre più efferate che in questo momento stanno combattendo gli scienziati di tutto il mondo alla ricerca di un valido antidoto alla malattia del secolo, non solo per il bene di tutta l’umanità, ma anche per un non meno importante tornaconto personale. Il primo “capitolo” di una trilogia di romanzi nei quali Remo Pancaldi finirà col diventare un camperista sfegatato.
...Il cuore di Remo mancò di un battito! Oddio, vuoi vedere che aveva scoperto di nuovo il cadavere? Purtroppo era necessario sincerarsene al di là di ogni ragionevole dubbio! E per farlo avrebbe dovuto srotolare il tappeto e armeggiare con il ...cadavere. Certo, questa volta non sarebbe accaduto nessun inconveniente del tipo occorsogli al primo ritrovamento del cadavere del dottor Crisci: era sicuro che il cadavere non si sarebbe mosso di lì! Cioè non l'avrebbero mosso da lì. Stava cominciando a comportarsi in modo poco chiaro nei confronti della vittima: aveva quasi l'assurda impressione che quell'uomo, ormai definitivamente morto, fosse ancora capace di svolgere delle azioni per proprio conto, come se avesse deciso di svolgere da defunto la "professione di cadavere”.
Chissà quando l'avrebbe rincontrato? Eh, già, ormai era diventata una costante nella sua vita quel cadavere che appariva e scompariva!... (da “Professione cadavere”)
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L’enigma di Amorgòs(14,00 euro – 204 pagine – ISBN: 978-88-979-88-29-8)
Ad Amorgòs, sperduta isoletta delle Cicladi, ritroviamo Remo Pancaldi, l’antieroico investigatore romano già protagonista del romanzo “Professione cadavere”. Ad Amorgòs Pancaldi è giunto per seguire, come addetto alla sicurezza, l’inaugurazione e i primi giorni di vita di un nuovo complesso turistico, particolarmente rivolto al turismo italiano. E qui lo raggiungerà la sua donna, la bionda agente di polizia Sabrina. Tutto sembra scorrere con la placida serenità balneare del mare Egeo quando la tranquillità dei primi ospiti del complesso turistico viene spezzata dall’improvvisa morte di un arzillo colonnello in pensione: disgrazia? suicidio? omicidio? Un enigma, uno strano enigma, al quale seguono poi altri inquietanti episodi che assai poco si conciliano con i placidi volti dei disarmanti turisti dell’isola. Pancaldi, testardo come un vecchio segugio, non si farà ingannare dalle apparenze e, con l’aiuto della sua bella e dell’unico poliziotto greco presente sull’isola, oltre che di un detective molto particolare, riuscirà anche questa volta a risolvere il caso ricostruendo nel contempo una catena di eventi che si perdono in un passato triste e particolarmente drammatico della storia d’Italia del’900. Un avvincente secondo “capitolo” della trilogia di romanzi nei quali Remo Pancaldi finirà col diventare un camperista sfegatato.
...“Era più che ovvio che, con il vento aumentato a dismisura, la piccola isoletta restasse isolata dal resto della Grecia, senza che nessun traghetto e nessun elicottero potessero attraccarvi o atterrarci; era il rovescio della medaglia di trovarsi in una piccola isola. Lo aveva sentito spesso anche in Italia, alla televisione o alla radio, o lo aveva letto sui giornali, a proposito delle Eolie o di Pantelleria, ma non aveva mai riflettuto su cosa potesse comportare in effetti restare isolati dal resto del mondo. Era la prima volta che gli accadeva, e il suo stato d'animo mostrava che non aveva alcuna idea di accettare la cosa supinamente. Una via d'uscita doveva pur esserci! Ma quale? Era un bel guaio: come se la sarebbe cavata con quell'ennesima complicazione in più?
Remo si sentiva quasi fisicamente addosso il peso del cadavere, adesso. Dove avrebbero potuto sistemarlo, in attesa che il vento si calmasse? E come sarebbero andate avanti le sue indagini, con la sgradevole certezza di vivere a stretto contatto con un ignoto assassino, prigioniero suo malgrado, proprio come lui, del melteni e della piccola isoletta?”... (da “L’Enigma di Amorgòs”)
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In camper all’ombra dei minareti(14,00 euro – 204 pagine – ISBN: 978-88-97988-31-1)
Remo Pancaldi torna in questa sua terza avventura della trilogia a lui dedicata al fianco della sua compagna, l’agente di polizia Sabrina, finalmente divenuta sua moglie. Il loro viaggio di nozze a bordo di un piccolo camper “all’ombra dei minareti” della Turchia è in realtà collegato anche a un’indagine affidatagli: la ricerca di una ragazza italiana scomparsa a Istanbul. Una missione apparentemente facile, ma che si tramuterà in un caso senz’altro difficile e complicato. Le vicende relative al viaggio in camper, alla scoperta delle città, dei siti archeologici e della realtà sociale della Turchia si intrecciano così alla missione di ricerca: dove si trova la ragazza italiana? Da cosa sta scappando? E da chi? Una vicenda che diventa pian piano sempre più drammatica e che trascinerà il lettore verso un finale del tutto imprevedibile, mentre nel frattempo il nostro Pancaldi finirà col diventare un camperista sfegatato.
...“Il nostro camper si chiama "Briscola"; anche se ha tanti anni sul groppone, ti assicuro che è in perfetta ...forma ed è stato anche risistemato da poco sia a livello motoristico che all’interno; lo sento, sarà un viaggio memorabile!».
Di questo sono ...sicuro», rispose Pancaldi a denti stretti, facendosi trascinare verso il "coso".
Il cosiddetto camper consisteva in una microscopica cabina di furgone stravecchio, un Fiat 238, cui era stata strategicamente attaccata la sagoma di una vetusta roulotte: ben altro rispetto ai moderni camper…; tutto l'insieme non sembrava in grado di percorrere dieci chilometri senza disintegrarsi al suolo, nonostante le rassicurazioni di Sabrina. Non ancora del tutto vinto, Remo sparò le ultime domande e rimase in attesa delle risposte, incrociando le dita e fremendo... (da “In camper all’ombra dei minareti”)
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