Questa guida vi accompagnerà alla scoperta delle cinque attuali regioni del sud d'Italia i cui territori storicamente hanno composto il regno di Napoli: oltre alla Campania, il Molise, la Puglia, la Basilicata e la Calabria (alla Sicilia è dedicata un'altra guida monografica della nostra collana). Un'area geografica abitata da circa tredici milioni di abitanti, bagnata dal mare da tre lati (dall'Adriatico, dallo Jonio e dal Tirreno), ma che presenta un territorio prevalentemente collinare-montuoso, attraversata dalla catena appenninica (la vetta più alta è il Pollino, tra Basilicata e Calabria), e con poche pianure (il tavoliere delle Puglie, la piana del Salento, la piana del Sele, quella di Sibari e di Metaponto).
Napoli è sempre stata la città dominante del sud, anche perché per un millennio o quasi ha avuto il ruolo di capitale; ruolo non solo politico, ma anche culturale ed economico, che dopo l'unità d'Italia ha inesorabilmente perso (chi volesse approfondire l'argomento, può leggere la voce "questione meridionale" nella sezione A-Z). Fatto sta che le difficoltà infrastrutturali del mezzogiorno e lo stato di abbandono che sembra affiorare da alcune zone, maggiormente percepibili da parte di chi è abituato a standard più ...europei, non possono cancellare né mettere in secondo piano tutti quei tesori artistici e monumentali, oltre che naturalistici, che queste regioni conservano al proprio interno: dal diffuso barocco napoletano, eredità della secolare cultura spagnola, alla bellezza della costiera amalfitana e sorrentina, dalle importantissime aree archeologiche di Cuma, Pompei o Ercolano alle coste ancora selvagge del Cilento; dallo straordinario scenario del Gargano all'area delle Murge e del potentino, con i trulli, i castelli federiciani e le grandiose cattedrali romaniche; dai sassi di Matera alle azzurrissime coste del Salento; dai piccoli centri bizantini del Pollino, fra Basilicata e Calabria, alla straordinaria area naturalistica della Sila. Per non parlare dei tesori di millenni, di apuli, bruzi, sabini, sanniti, greci, romani, bizantini e longobardi, conservati nei ricchissimi musei archeologici di città grandi e piccole.
E poi c'è la gente del sud e le sue tradizioni: gente da sempre ospitale, calorosa, che conserva di generazione in generazione tradizioni, usi e costumi di cui va fiera e che ripropone pubblicamente nel corso di cerimonie (soprattutto quelle legate alla sfera del sacro), feste e sagre, momenti di vita sociale difficilmente immaginabili dal di fuori e davvero indimenticabili da chi vi partecipa. E ci sono i prodotti locali della terra e del lavoro dell'uomo, con la cucina del territorio (dalla pizza ai babà), con i vini (dal primitivo all'aglianico, dal cirò al tintilia) e con i liquori (come dimenticare il limoncello?). Oltre all'artigianato, dall'arte dell'incisione e del decoro su legno degli ebanisti sorrentini all'oreficeria campana famosa nel mondo per la lavorazione del corallo e dei cammei, dalla ceramica artistica di Vietri sul Mare, Grottaglie o Squillace alla tessitura e al ricamo calabrese e molisano.
Certamente tutte le medaglie, anche le più belle, hanno il loro rovescio; e qui nel meridione il rovescio è la carenza e spesso la disorganizzazione dei servizi, la scarsa pulizia di molti centri abitati, la promiscuità delle periferie urbane e la microdelinquenza (soprattutto a Napoli o a Bari); e, nello specifico, la carenza di strutture adatte al turismo itinerante, soprattutto lontano dalle coste (ma anche qui la gran parte sono a carattere estivo). Elementi tutti che spesso scoraggiano - seppur a torto - il turista a varcare quei confini naturali, come il fiume Volturno, che segnano in un certo senso la linea di demarcazione fra l'Italia centrale e quella meridionale o, come dicono alcuni, tra l'Italia e il sud (come se il sud non appartenesse all'Italia).
Scrollatevi di dosso pregiudizi e malintesi, stereotipi e paure; e varcate anche voi quei confini che, vi accorgerete, sono inesistenti; potrete trovare traffico e caos, potrete trovare suoni e rumori ai quali non siete abituati, ma scoprirete quell'altra Italia che in un secolo e mezzo di Unità è stata costretta alla subalternità, non per propria scelta, ma che ha tantissimo da offrire. E che vi sfida a farlo con mente aperta e amore. Un'Italia che non potrete poi dimenticare facilmente e che vi resterà nel cuore in eterno.
Sono dodici gli itinerari di questa guida alla scoperta dell'Italia meridionale, tra Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, dall'Adriatico al Tirreno allo Jonio. Tutti gli itinerari, corredati da una piantina che ne delinea il percorso e dalle soste camper (campeggi, aree attrezzate e parcheggi) con coordinate GPS, contengono vari box con informazioni sulle manifestazioni e i prodotti tipici; e sono preceduti da due capitoli con notizie introduttive e approfondimenti. Ecco in sintesi la descrizione dei dodici itinerari.
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